La Carta di Seborga

La Carta di Seborga. Questo documento che d’ora in poi chiameremo “la Carta di Seborga” è stato richiesto dal Maestro dell’Ordine fra Diego ai confratelli del Capitolo Generale in data 23 Aprile 2012 AD, mille e settecentonovesimo anniversario della morte di San Giorgio, seicento novantottesimo anniversario della morte di Jaques de Molay.

Ciò al fine di definire in modo chiaro e pubblico quali sono le finalità, gli obbiettivi, le modalità con le quali si muove il Venerabilis Ordo Santi Sepulchri, Ordine dei Cavalieri Bianchi di Seborga.

Questa operazione si è resa assolutamente necessaria, indispensabile, dal momento che operano nel territorio europeo diverse Confraternite, Associazioni, Ordini di ispirazionje templare tra loro assolutamente differenti. Abbiamo avuto modo di constatare che alcuni gruppi sono addirittura agnostici, altri emanazione di Logge massoniche, altri sono gruppi folkloristici.

Noi riteniamo che chi porta il bianco mantello non possa ignorare, stravolgere, camuffare il messaggio originario della Cavalleria Spirituale così come ci fu consegnato da Bernard de Clairvaux.
Nella ampia libertà di ognuno di seguire ciò che più gli aggrada, sia in campo politico che religioso, noi con la Carta di Seborga abbiamo voluto creare un documento che aiuti il militante, il simpatizzante così come l’uomo o la donna nella strada a capire senza ombra di dubbi chi siamo, da dove veniamo, dove vogliamo andare ed eventualmente con chi.

In data 11 Novembre dell’anno del Nostro Signore 2012 – giorno in cui la Chiesa festeggia San Martino di Tour – la Cancelleria del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri, ratifica, in via definitiva, la “Carta di Seborga”, non essendo pervenute nei tre mesi successivi richieste di modifica al documento, dopo che lo stesso era stato approvato dal Capitolo Generale, una prima volta, in data 20 Agosto 2012, anniversario della morte di San Bernardo di Chiaravalle, protettore dell’Ordine.

La Carta di Seborga, che ha una validità temporale illimitata, definisce e fissa i pilastri centrali e inamovibili che reggono l’Ordine. Essa vincola per il futuro e in modo perpetuo i Cavalieri, le Priorie, i Capitoli così come tutti coloro che saranno gli eredi spirituali dell’Ordine, da questo giorno in poi, fino alla fine dei tempi. La Carta di Seborga vuole costituire un manifesto per la Cavalleria al servizio del Signore nel terzo millennio. Essa dovrà essere fondamento per qualsiasi trattato di amicizia, di cooperazione o per qualsiasi forma di riconoscimento.

Noi Cavalieri del V.O.S.S. ci proclamiamo discendenti di quei Cavalieri del Tempio i quali, con la loro devozione e dedizione all’Ordine così come con il loro sacrificio hanno onorato la Chiesa di Cristo e di ciò rendiamo grazie a Dio. In accordo con i documenti e la tradizione, affermiamo la nostra continuità storica ininterrotta dal 1365, anno in cui l’abate lerinense Pons Lance decideva di riformare in Seborga la Paupera Militia Christi.

La Carta di Seborga consta di XXXIII articoli i quali costituiscono l’identità dell’Ordine e ne garantiscono la sopravvivenza nei secoli giacché, come la storia insegna, tutte le volte che l’Ordine si è allontanato da questi principi ispiratori sono nate sofferenze, turbolenze e scissioni.

Il V.O.S.S. avrà un futuro radioso finché seguirà la via indicata dal nostro Signore Gesù Cristo. Solo così si eviteranno corruzioni o vili compromessi. Coloro che violando questi principi porteranno disonore all’Ordine saranno espulsi, mentre coloro che difenderanno questi principi e glorificheranno il nostro Signore saranno riconosciuti per sempre come fedeli cavalieri del V.O.S.S. e degni eredi della Povera Milizia di Cristo.

Articolo I. – L’opera del Venerabilis Ordo Sancti Sepulchri (successivamente V.O.S.S.) dei Cavalieri Bianchi di Seborga è finalizzata ad onorare e servire il nostro Signore Gesù Cristo ed a proteggere la Chiesa da lui fondata affinché essa possa realizzare il suo mandato.

Articolo II. – Il V.O.S.S. è un ordine militare, sovrano, inserito nella tradizione Cristiana Cattolica. Ogni suo membro adora ed è al servizio del nostro unico Signore: Gesù Cristo. Noi crediamo in un solo Dio, che chiamiamo Padre Eterno, nel suo unico Figlio, Gesù Cristo il quale si è fatto uomo, è morto sulla croce e, dopo essere stato sepolto, è poi risorto. Noi crediamo nello Spirito Santo, così come ci è stato annunciato dal nostro Signore.

Articolo III. – Noi, Cav. Fra Diego, Gran Maestro del V.O.S.S., in totale sintonia di intenti con il Capitolo Generale, stabiliamo che questo documento che prende il nome di Carta di Seborga debba essere d’ora in poi il principio guida del nostro Ordine e di ogni suo membro.

Articolo IV. – Il V.O.S.S. pone limiti all’ingresso nell’Ordine. Possono entrare nell’Ordine soggetti di ambo i sessi, di fede cattolica, regolarmente battezzati e cresimati, che abbiano compiuto il diciottesimo anno. I soggetti maschi potranno accedere e appartenere al I, II o III Ceto con funzioni e compiti differenti. Le femmine potranno rivestire il ruolo di Dama. I sedicenni potranno entrare a pieno titolo nell’Ordine solo nel caso in cui siano figli di Cavalieri.

Articolo V. – Prima dell’ingresso nell’Ordine i postulanti dovranno dichiarare di non essere atei, miscredenti, agnostici. I soggetti che entreranno nel V.O.S.S. non potranno praticare una fede diversa da quella Cristiana Cattolica.

Articolo VI. – Il V.O.S.S. si schiera contro l’occultismo, la stregoneria, le pratiche pagane, sciamaniche e la magia. I propri membri pertanto non potranno esercitare tali pratiche pena l’espulsione.

Articolo VII. – Un membro del V.O.S.S. non potrà militare in istituzioni riservate non approvate dalla Chiesa Cattolica, le quali operano al fine di minare e screditare il ruolo e l’immagine della Chiesa Cattolica nel mondo.

Articolo VIII. – Il V.O.S.S., inteso come istituzione, è apartitico e non abbraccia alcuna fede politica.

Articolo IX. – Il V.O.S.S. non potrà mai essere associato a una qualsiasi specifica attività politica, non importa quanto nobile possa essere nei principi e nelle finalità, in quanto ciò porterebbe inevitabilmente ad un allontanamento dalla missione originaria. I singoli Cavalieri sono liberi di mantenere le proprie opinioni e di partecipare al processo politico su base individuale.

Articolo X. – Nessun membro del V.O.S.S., qualsiasi sia il grado di appartenenza, potrà mai ordinare a un suo subordinato o a chicchessia, di compiere atti o azioni che violino la sua coscienza, il suo credo religioso, le leggi del suo paese, o quelle del diritto internazionale, là dove applicabili.

Articolo XI. – I membri del V.O.S.S. sono tenuti a rispettare solo i giuramenti giusti e morali, come ad esempio i giuramenti di fedeltà al nostro Signore, ai sacramenti, all’Ordine e alle sue gerarchie. In caso di giuramento il Cavaliere del V.O.S.S. lo effettuerà ponendo la mano destra sul Vangelo e la sinistra sul cuore. Nessun giuramento segreto sarà mai richiesto a un membro del V.O.S.S. né mai l’Ordine potrà chiedere giuramenti di sangue. Dal momento che il nostro Signore è il Giudice Supremo solo lui potrà sapere se un giuramento giusto e morale è stato veramente rispettato.

Articolo XII. – Noi riteniamo, ora e sempre, che le cariche all’interno del V.O.S.S. non possano essere messe in vendita, né l’ingresso nell’Ordine potrà mai essere subordinato al censo, all’etnia o alla posizione sociale di una persona.

Articolo XIII. – Un membro del V.O.S.S. non potrà essere invitato a lasciare l’Ordine o disprezzato per l’impossibilità di pagare la quota associativa entro i termini prefissati o per non avere effettuato oblazioni facoltative. Il governo del V.O.S.S. o le singole Priorie non potranno in nessun caso applicare valutazioni soggettive ed arbitrarie sui propri membri.

Articolo XIV. – I membri del V.O.S.S., seguendo gli insegnamenti lasciatici dai nostri predecessori della ” Povera Milizia di Cristo “, non daranno mai ai soldi o a beni materiali più valore e rispetto che all’umile servizio effettuato a gloria del nostro Signore.

Articolo XV. – Il V.O.S.S. esprime la propria gratitudine a tutti quei Paesi e Nazioni che garantiscono la libertà di culto e che ospitano e proteggono i nostri membri e le nostre Priorie.

Articolo XVI. – Il V.O.S.S. si riconosce nella plurisecolare tradizione equestre di Seborga che ha avuto in Pons Lance la sua figura di riferimento.

Articolo XVII. – Tutte le Priorie facenti parti del V.O.S.S., devono riconoscere, onorare e rispettare quegli ufficiali che sono stati eletti per servire come organo di governo dell’Ordine.

Articolo XVIII. – Nessun Decreto Magistrale, o altra direttiva del Capitolo Generale potrà entrare in conflitto con questa “ Carta di Seborga ”, con lo Statuto, la Regola dell’Ordine, né con le leggi del paese ospitante né con le leggi del diritto internazionale, là dove applicabili.

Articolo XIX. – Nel caso in cui le decisioni di un Capitolo Generale violino il presente Carta, gli Statuti, la Regola del V.O.S.S., e allontanino l’Ordine dai principi antichi che ne regolano le attività, il Cancelliere Generale potrà proporre un accertamento interno, sotto la sua direzione. Nel caso di fondati motivi il Gran Maestro dovrà interpellare successivamente tutti i Priori dell’Ordine facenti parte di quel Convento affinché essi si pronuncino sull’eventuale espulsione dei Priori che sono stati incriminati. In tal caso il voto dovrà essere unanime e palese.

Articolo XX. – Il V.O.S.S. riconosce altri ordini equestri quando siano legittimi, regolari ed inseriti nella tradizione Cristiana Cattolica. Con questi cerca di avere rapporti di amicizia e di alleanza.

Articolo XXI. – I cavalieri del V.O.S.S. anche se insigniti di onorificenze al merito da parte di altri Ordini Sovrani o di Stati non potranno portarle né sui bianchi sai né sui bianchi mantelli. Tali onorificenze potranno essere portate sull’abito scuro nel corso di riunioni in cui non si indossi l’uniforme equestre. Ciò secondo le disposizioni del G.M.

Articolo XXII. – I membri del V.O.S.S. potranno indossare solo i sai e i mantelli ricevuti nel corso della cerimonia di investitura.

Articolo XXIII. – La spada del Cavaliere dovrà essere quella di ordinanza, consacrata nel corso dell’investitura cavalleresca o in funzione dedicata.

Articolo XXIV. – I cavalieri porteranno la spada alla cintola sul lato sinistro a meno che il soggetto sia mancino. La cintura sarà quella ufficiale ricevuta in dotazione all’atto dell’investitura.

Articolo XXV. – Dal momento che l’Ordine del Tempio è stato originariamente fondato per proteggere i pellegrini Cristiani in viaggio verso la Terra Santa, i Cavalieri del V.O.S.S. ritengono che uno dei più sacri doveri dell’Ordine sia ancora oggi quello di sostenere il diritto dei Cristiani di adorare il proprio Dio in sicurezza in ogni luogo ed in ogni circostanza. In particolare l’Ordine si pone quale paladino delle Chiese Cattoliche d’Oriente.

Articolo XXVI. – Questa Carta impegna l’Ordine a continuare la sua missione di difesa e di testimonianza della fede in Cristo. Le attività a sostegno di questa causa potranno essere sia di tipo spirituale che secolare.

Articolo XXVII. – ll V.O.S.S. ritiene che il postulante debba evidenziare il suo desiderio di servire l’Ordine fedelmente e in modo disinteressato. Egli dovrà possedere un buon carattere e dare obbedienza alle gerarchie dell’Ordine. Nessun postulante potrà accampare diritti per entrare automaticamente nell’Ordine ma dovrà seguire un percorso che gli sarà assegnato così come la Prioria di appartenenza. Nessun Cavaliere potrà alzare la spada verso un fratello in Cristo.

Articolo XXVIII. – I seguenti sono punti qualificanti e al tempo stesso irrinunciabili e immutabili dell’Ordine:
– Fede: il Cavaliere si contraddistingue per una fede incrollabile in Gesù Cristo.
– Dovere: i principi stabiliti per l’Ordine dal nostro santo patrono, Bernardo di Chiaravalle, sono validi ancora oggi.
– Servizio: essere i discendenti spirituali degli originali Otto Cavalieri fondatori dell’Ordine significa mettere le nostre vite a difesa della Chiesa e al servizio della Fede e dei confratelli in Cristo;.
– Coraggio: la Croce Rossa patente che indossiamo sul petto ci ricorda che i sacrifici sono spesso inevitabili. Il cavaliere sa che deve essere sempre disposto a combattere le forze del male, sia nel regno spirituale che in quello temporale.
– Fratellanza: il Signore ci chiede di aiutare i nostri fratelli, specialmente per difenderne i giusti diritti.
– Obbedienza: il Cavaliere presta sempre ascolto al suo Maestro o ai suoi incaricati.
– Umiltà: il semplice saio bianco che portiamo ci ricorda sulla necessità di fuggire il male, di vivere semplicemente e, soprattutto, di essere umili servi di Dio.

Articolo XXIX. – Il V.O.S.S. è da sempre devoto alla figura della Vergine Maria. I cavalieri dell’Ordine la venerano con l’appellativo di “Nostra Signora” e la ricordano solennemente nella ricorrenza del :
– 15 Agosto (Assunzione di Maria)
– 8 Dicembre (Immacolata Concezione).

Articolo XXX. – Il V.O.S.S. non dimentica il coraggio e il valore dei Cavalieri di Cristo i quali hanno immolato le loro vite per difendere i nostri correligionari, la nostra fede cristiana e il libero accesso ai luoghi di culto della Terra Santa; essi vengono onorati e commemorati in occasione delle festività dell’Ordine.

Articolo XXXI. – Sono festività ufficiali del V.O.S.S. le ricorrenze di:
– Sebastiano, Santo e Martire (20 Gennaio)
– Giorgio, Santo e Martire (23 Aprile) ,
– Bernardo di Claivaux, Santo (20 Agosto) ,
– Michele Arcangelo, capo supremo dell’esercito celeste (29 Settembre) ,
– Martino da Tours, Santo (11 Novembre)

Articolo XXXII. – Le singole Priorie dell’Ordine, avendone fatta richiesta al Capitolo Generale, possono aggiungere alle precedenti un’ulteriore ricorrenza purché connessa al titolo stesso della Prioria.

Articolo XXXIII. – Quest’ultimo articolo della Carta testimonia la nostra sottomissione al Signore e la nostra supplica affinché egli purifichi i nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo, così da poterlo amare e servire fedelmente e degnamente.

Nel nome di Dio Padre, della concezione di Dio, Gesù,
e dello Spirito Santo che riporta l’uomo al Padre.

N.N.D. N.N. S.N.T. D.G.

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