La simbologia dell’Agnello

Da pubblicato in data 14/06/11

Nella Bibbia l’agnello identifica il simbolo sacrificale per eccellenza. Basti ricordare il celebre passo in cui Abramo opta per immolare l’animale in luogo del figlio Isacco.

Nel Cristianesimo questo episodio biblico viene traslato e sui incarna nella figura del Cristo il quale diventa lui stesso agnello, sacrificato senza colpa alcuna per la salvezza dell’Umanità intera. Nella religione cristiana l’agnello è anche utilizzato come emblema degli apostoli e in genere di tutti  gli innocenti immolati, martirizzati senza colpa.

Ancora oggi Ebrei e Cristiani usano almentarsi ritualmente nel giorno della festa di Pesah (o del Passaggio) e della Pasqua cristiana con questo animale (l’agnello) che assume così un significato simbolico e religioso. Mangiare l’agnello a Pasqua è un po’ come fare in modo che il sacrificio di Cristo entri dentro di noi e vi resti.  

Nella iconografia medioevale cavalleresca della Paupera Militia Christi un posto centrale è occupato dall’Agnello trionfale. L’agnello non è più rappresentato come un essere sacrificato ma come un essere che, dopo essere stato sacrificato è trionfante. L’Agnello è rappresentato con il capo rivolto all’indietro e con lo zoccolo destro che trattiene il vessillo della croce, simbolo di martirio ed al tempo stesso di Risurrezione.

L’Agnello altro non è che il Cristo risorto e trionfante. L’Agnello/Gesù che era stato immolato è risorto, per la salvezza dell’umanità.  Egli trionferà al di sopra del bene e del male rappresentati dal punto di vista del colore come l’eterno dualismo del bianco e del nero. Egli non ha necessità di guardare innanzi giacché lui conosce bene la strada che porta nei celi. Guarda invece con attenzione, in modo amorevole e caritatevole allo stesso tempo il suo gregge. Guarda cioè coloro che lo seguono. Per coloro che non riescono a capire/vedere che è l’agnello la nostra vera guida egli agita un vessillo, il vessillo della croce. Sotto questa insegna egli ci chiama a raccolta. L’Agnello/Gesù inoltre non è statico, fermo ma in cammino come il suo popolo e con il suo sguardo mite ci invita a seguirlo.

Nell’Apocalisse (21, 22-26) viene riportato che : …(la Gerusalemme celeste) “ non ha bisogno del sole né della luna che risplendano per essa; perché la gloria di Dio l’ha illuminata e la sua lampada è l’agnello….. e le sue porte non saranno chiuse di giorno; perché non ci sarà notte colà ”.

L'Agnello trionfante, l'Agnello che è venuto a togliere i peccati del mondo, Sigillo della Paupera Militia Christi

L’Agnello è al tempo stesso simbolo di Luce. La luce spirituale che l’Agnello emana è guida nella notte per tutto il suo gregge. Non a caso, in diversi luoghi di culto, l’Agnello veniva scolpito sui portali od in posizione elevata. Secondo San Bernardo di Clairvaux dall’Agnello proviene così tanta Luce ed in modo così incessante da potere creare un “eterno solstizio”.

Sempre dall’Apocalisse (22,1) impariamo che alla fine dei tempi il posto di Gesù Cristo ovvero l’Agnello non sarà più quello alla destra di Dio padre ma addirittura sul trono di Dio che per l’appunto si chiamerà il “trono di Dio e dell’Agnello”.

Dobbiamo pertanto abituarci a considerare Gesù (il Figlio) non solo come il rappresentante di Dio in terra, l’inviato di Dio padre ma come tutt’uno con il padre. Per coloro che considerano Gesù una figura sottoposta a Dio padre, questo passo dell’Apocalisse ci chiarifica come alla fine dei tempi Dio e Gesù saranno seduti sullo stesso trono. Alla fine dei tempi Gesù Cristo riceverà atti di “adorazione vera e propria”.

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